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Social Media Marketing: cos’è

Le regole della comunicazione sono cambiate e fare business sui social network è diventata una necessità per qualsiasi azienda. Quando si parla di social media marketing, dunque, bisogna partire dai fondamentali.
Una delle più recenti strade del marketing on line è quella che vede il connubio fra tecnologia e reti di comunicazione sociale, vale a dire i cosiddetti social media. Detti anche social, sono quell’insieme di tecnologie e pratiche on line adottate per condividere contenuti testuali, immagini, video e audio. Molto diversi dai vecchi media (giornali, televisione, cinema), che oggi vengono chiamati tradizionali, broadcasting, o mass media , i social media possono assumere differenti forme, come forum, message board, wikis, podcast, immagini e video.  Una strategia di social media marketing, dunque, non può prescindere dalle tecnologie che fanno riferimento al Web 2.0 e che includono blog, videoblog, wall-posting, email, instant messaging, music-sharing, crowdsourcing o VoIp. Una classificazione di massima include 8 tipologie di social.

“Iniziamo dai fondamentali ”

1) Profile-based social network

Sono incentrati principalmente sul profilo dell’utente e quindi sulla componente di self expression per esprimersi e per comunicare con i propri contatti. Esempi di questa tipologia sono Facebook e MySpace.

 

2) Content based social network

Sono incentrati sui contenuti generati dagli utenti (UGC: User Generated Content) intorno ai quali si creano gruppi e discussioni. Un esempio di questa tipologia di siti è Flickr, che offre soprattutto funzionalità di foto sharing. In questa categoria rientrano anche i siti di video sharing come YouTube.

 

3) Business social network

Sono rivolti alla creazione e alla gestione di network di tipo professionale tra imprenditori, manager, professionisti, consulenti, headhunter, venture capitalist e via dicendo. L’esempio di maggior successo di questa tipologia di social è LinkedIn.

 

4) Blog based social network

Si tratta nella maggior parte dei casi di siti nati come blog che poi, sull’onda del successo dei social, hanno introdotto delle funzionalità di networking. Un esempio di questa tipologia di social è LiveJournal, che offre la possibilità di creare un proprio blog, giornale o diario.

 

5) Micro-blogging social network

Consentono, attraverso l’utilizzo di messaggi molto brevi (simili a SMS) di comunicare in tempo reale il proprio status, ciò che cioè si sta facendo oppure sta accadendo. Esempio di maggiore successo di questa categoria è Twitter, che consente di pubblicare i cosiddetti tweets, ossia messaggi flash, non più lunghi di 140 caratteri.

 

6) Social network tematici

Sono focalizzati su particolari tematiche o interessi. Si passa da social incentrati su tematiche ambientaliste come Care2, a quelli dedicati agli amanti dei cani e dei gatti come Dogster e Catster.

 

7) Mobile social network

Ci rientrano sia i siti che sono nati esclusivamente per essere utilizzati in mobilità attraverso i telefoni cellulari sia i  siti, (Facebook, Twitter , …) che consentono agli utenti anche la possibilità di essere utilizzati attraverso dispositivi mobili. Una particolare categoria di mobile social network sono i location based mobile social network che integrano le funzionalità tipiche dei social con le potenzialità offerte dai servizi di localizzazione, come Foursquare.

 

8) Feed Aggregator

Gli aggregatori consentono di raggruppare tutti gli aggiornamenti e le attività dei propri contatti sui differenti social network in un’unica pagina web, dando anche la possibilità di interagirvi senza però mai abbandonare la pagina stessa. Un esempio di aggregatore è FriendFeed, che aggrega Facebook, Twitter, YouTube, Flickr, Picasa e altri ancora.

“Dal push al pull: i principi base per definire strategie di social media marketing ”

Vi sono poi altri elementi molto potenti che possono essere messi in campo e che sono alla base del successo del cosiddetto social media marketing: uno di questi è il Viral Marketing. Si tratta di una trasmissione delle informazioni detta viraleperché la propagazione del messaggio assomiglia alla diffusione di un virus. In realtà è la teoria del passaparola (WOM = Word Of Mouth), applicata al mondo di Internet. Un word of mouse (parafrasando) che, per alcune particolari caratteristiche della Rete, raggiunge in essa il suo più alto grado di potenza. I mercati sono conversazioni è la prima (e forse più importante) tesi alla base del viral. In questo senso il Viral Marketing è meno dirompente del Marketing Tradizionale, è un Marketing Permissivo e non Intrusivo. Il social media marketing non può prescindere dal fatto che le persone si fidano molto di più di ciò che sentono dire nelle reti informali piuttosto che dai canali di informazione ufficiale, sono diventati immuni a spot televisivi e banner e vogliono più controllo, vogliono partecipare e poter aver voce in capitolo.

Ebbene Social Media Marketing e Marketing Virale, vale a dire le conversazioni, i buzz su social, siti, blog, forum e gruppi, insieme alla velocità di propagazione della rete rappresenteranno allora un sinergico mix per lo sviluppo dell’informazione commerciale.

“Se i mercati sono conversazioni, il passaparola è alla base del principio di scambio ”

Mercato pubblicitario Italia Nielsen: il 2012 chiude in calo del 8,4 %, per il 2013 internet a + 11%

 

Nielsen presenta il nuovo report economic and media outlook, che mostra lo scenario macro economico, con il focus su Internet e l’andamento dell’advertising in Italia e nel mondo del secondo trimestre dell’anno.

In netta controtendenza rispetto al mercato pubblicitario italiano, cresce ancora a due cifre l’advertising su internet e lo stesso discorso vale per il mobile.

Ormai oltre metà degli italiani si connette abitualmente. Per non parlare della crescente penetrazione di smartphone e tablet. Parallelamente aumenta anche il tempo di fruizione. Di fronte a  questi numeri le aziende italiane stanno cominciando a tenere sempre più spesso in considerazione  il web nella loro pianificazione. Che si tratti di Paid, Owned o Erned media, internet è ormai centrale nelle strategie di comunicazione.

La spesa pubblicitaria a livello globale ha raggiunto i 266 miliardi di dollari nel primo semestre 2012 grazie ad una crescita del +2,7% rispetto allo stesso periodo del 2011. Tale risultato non è particolarmente brillante se si considera il confronto con il primo semestre del 2011 che è stato difficile in molte aree del mondo (dal nord Africa al Giappone), ma va comunque inquadrato in un contesto in cui le aziende sono ancora preoccupate per la situazione economica e allo stesso tempo, come emerge dai dati della consumer confidence, la fiducia dei consumatori in molte aree del Mondo è in calo.

Il secondo trimestre, grazie anche agli europei di calcio, è stato leggermente migliore rispetto al primo. Le olimpiadi di agosto e le elezioni presidenziali in USA a Novembre dovrebbero contribuire a fare migliorare il risultato complessivo per fine anno. In Europa la maggior parte dei Paesi ha chiuso il semestre con cali contenuti degli investimenti. Risultati molto al di sotto della media per Grecia (-26%) e Spagna (-14,9%) oltre all’Italia. Cresce a due cifre l’adv in Turchia (+13,1).

 

“…per quanto riguarda i singoli mezzi l’outlook di Nielsen per il 2013 prevede un andamento degli investimenti pubblicitari in linea con il 2012: Tv -9,5%; stampa -13,5%, radio -5,5%; Internet + 11%.”

Il primo semestre si è chiuso con un pesante -9,7% per il mercato pubblicitario. L’andamento è dovuto alla forte contrazione dei budget di alcuni settori merceologici trainanti, quali alimentari, telecomunicazioni e automotive.

Nonostante il calo, la televisione rimane saldamente il primo mezzo in termini di raccolta pubblicitaria. All’interno del piccolo schermo è ormai in fase avanzata un’evoluzione dovuta al multipiattaforma ed al passaggio al digitale terrestre. I budget pubblicitari riflettono la frammentazione delle audience. In termini di spesa le tv tematiche non compensano però il calo dell’advertising sulle generaliste, ma grazie a loro, il numero di inserzionisti tv si mantiene praticamente stabile.

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Discorso molto diverso per internet, in questo caso il numero di inserzionisti cresce ad un ritmo quasi triplo rispetto all’advertising. In termini di peso (considerando anche le concessionarie e le tipologie non incluse in AdEx). La stampa, anche considerando la sola pubblicità nazionale, è ancora al secondo posto tra i mezzi. Al suo interno si registrano trend diversi tra diverse testate ma il dato generale descrive un forte calo della spesa ed una diminuzione più contenuta del numero di spender.

“…In netta controtendenza rispetto al mercato pubblicitario italiano, cresce ancora a due cifre l’advertising su internet e lo stesso discorso vale per il mobile.”

Male le previsioni per l’anno prossimo del mercato pubblicitario che al trend negativo 2012 aggiungono una ulteriore flessione dello 0,7%. Al netto di search, social media e video adv il mercato 2013 dovrebbe segnare un calo dell’1,9%. Per quanto riguarda i singoli mezzi l’outlook di Nielsen per il 2013 prevede un andamento degli investimenti pubblicitari in linea con il 2012: Tv -9,5%; stampa -13,5%, radio -5,5%; Internet + 11%.

Campagna integrata Barbie&Ken

Pensate sia passato il tempo in cui giocare con le bambole era divertente? Sbagliato. E’ il momento perfetto per farlo. Almeno per coloro che si occupano di comunicazione! La Mattel, l’azienda della Barbie e di Ken, ha creato la campagna integrata per rilanciare le due famosissime bambole sui social media e per presentare il nuovo  ”Sweet Talking Ken”. Barbie, la bambola più bionda del mondo, può vantare oggi la bellezza di quasi due milioni di “Like”. Ma come ha fatto la biondina a coinvolgere così tanto pubblico direttamente sulla sua pagina Facebook (ma anche Twitter e You Tube, Forsquare e Flikr)? Con una notizia bomba: dopo 50 anni insieme, la storica coppia Ken-Barbie si divide! Oppure no? L’esito lo hanno deciso i fan della pagina di Barbie. Ma nulla è cambiato, non preoccupatevi: grazie ai voti sono tornati insieme. Ma, forse, il motivo principale del grande ritorno della coppia sono tutte le dolcezze che Ken ha pensato per riconquistare la sua bella. Un esempio? Ken (ok, va bene; il reparto Comunicazione e Marketing della Mattel… lasciatemi credere un po’ al sogno, accidenti!) “ha creato” per Barbie una tortina dedicata per S. Valentino con un messaggio: “Sei l’unica bambola per me” (disponibile per tutti con un intelligente co-marketing nei Magnolia Bakery di New York). “ha trovato qualcuno che ha utilizzato il concept creativo per scopi che non erano quelli voluti dal marchio. Questo è il pericolo -ma anche la grande occasione – che permette ad un marchio di diventare virale, viralità significa anche perdere il controllo su quello che succede al logo, ai personaggi, ai prodotti. Siete pronti a gestirlo?”La campagna è davvero integrata e il media mix impressionante: la storia esce dai social Network e approda nella vita reale. Ai fan si offre una vera e propria esperienza che nasce sui Social Networks e continua – in modo molto reale – in una pasticceria, ma anche sui giornali (Ken “ha acquistato” intere pagine di settimanali americani per chiedere a Barbie di tornare) e per la strada (ci sono state anche affissioni in giro, fra gli altri, per Las Vegas, New York). In questo modo le bambole diventano ancora più reali e l’interazione con loro è ad un clic: i commenti infatti, raggiungono numeri incredibili: 500 commenti e 1000 like! Ma la campagna non si ferma qui: c’è anche il reality “Genuine Ken” che mira a trovare il perfetto fidanzato americano con l’aiuto di Hulu (visibile solo negli States). Ma perché Barbie e Ken si sono lasciati? Secondo un attivista per i diritti gay(@benluvsken), Ken sarebbe innamorato di un certo Ben Collins. Ed è per questo che ha lasciato la biondona: ora sarebbe il momento di fare outing e di dichiarare al mondo l’amore per Ben. Se volete aiutare il disperato Ben a dimostrare che l’amore tra lui e Ken “è vero e non è un amore di plastica”,  cliccate sulla loro pagina! La pagina di Ben&Ken dimostra che la campagna è così ben riuscita che già ha trovato qualcuno che ha utilizzato il concept creativo per scopi che non erano quelli voluti dal marchio. Questo è il pericolo -ma anche la grande occasione – che permette ad un marchio di diventare virale, viralità significa anche perdere il controllo su quello che succede al logo, ai personaggi, ai prodotti. Siete pronti a gestirlo?