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Rapporto Nielsen sullo stato dei social media

  • Gli utenti passano il 21% di tempo in più sui social media rispetto allo scorso anno
  • La navigazione online tramite pc è diminuita del 4%, quella tramite mobile è aumentata dell’82%
  • Gli utenti passano più tempo sui social media che su qualsiasi altro sito web
  • il 17% il tempo di chi si connette tramite rete fissa è dedicato a Facebook
  • La connessione mobile cresce a un ritmo del 63% all’anno
  • Il 46% degli utenti dei social media ha dichiarato di accedere tramite smartphone, il 16% tramite tablet
  • Facebook è in calo del 4% rispetto allo scorso anno mentre Twitter è in crescita del 13%
  • Google Plus è in crescita dell’80% rispetto allo scorso anno
  • Il 32% dei ragazzi tra i 18 e i 24 anni fa social networking nella toilette
  • Il 51% delle persone di età compresa tra i 25 e i 34 anni usa i social network in ufficio
  • Il primo motivo di networking sui social media è “conoscere persone nella vita reale”, seguito da “tenersi informato” e “amici comuni”
  • Tra le attività preferite: il 70% vuole ascoltare le esperienze degli altri, il 65% imparare di più su brand prodotti e servizi e il 53% complimentarsi con i brand
“Scende Facebook, sale Google+
Il futuro “mobile” dei social media”

Per quanto riguarda gli utenti globali:

  • Il 59% degli user dell’area Asia-Pacifico si connette ai social media tramite mobile e il 28% attraverso tablet
  • Il 48% degli user in Africa e Medio Oriente si connette ai social media tramite mobile e il 10% attraverso table

 

Mercato pubblicitario Italia Nielsen: il 2012 chiude in calo del 8,4 %, per il 2013 internet a + 11%

 

Nielsen presenta il nuovo report economic and media outlook, che mostra lo scenario macro economico, con il focus su Internet e l’andamento dell’advertising in Italia e nel mondo del secondo trimestre dell’anno.

In netta controtendenza rispetto al mercato pubblicitario italiano, cresce ancora a due cifre l’advertising su internet e lo stesso discorso vale per il mobile.

Ormai oltre metà degli italiani si connette abitualmente. Per non parlare della crescente penetrazione di smartphone e tablet. Parallelamente aumenta anche il tempo di fruizione. Di fronte a  questi numeri le aziende italiane stanno cominciando a tenere sempre più spesso in considerazione  il web nella loro pianificazione. Che si tratti di Paid, Owned o Erned media, internet è ormai centrale nelle strategie di comunicazione.

La spesa pubblicitaria a livello globale ha raggiunto i 266 miliardi di dollari nel primo semestre 2012 grazie ad una crescita del +2,7% rispetto allo stesso periodo del 2011. Tale risultato non è particolarmente brillante se si considera il confronto con il primo semestre del 2011 che è stato difficile in molte aree del mondo (dal nord Africa al Giappone), ma va comunque inquadrato in un contesto in cui le aziende sono ancora preoccupate per la situazione economica e allo stesso tempo, come emerge dai dati della consumer confidence, la fiducia dei consumatori in molte aree del Mondo è in calo.

Il secondo trimestre, grazie anche agli europei di calcio, è stato leggermente migliore rispetto al primo. Le olimpiadi di agosto e le elezioni presidenziali in USA a Novembre dovrebbero contribuire a fare migliorare il risultato complessivo per fine anno. In Europa la maggior parte dei Paesi ha chiuso il semestre con cali contenuti degli investimenti. Risultati molto al di sotto della media per Grecia (-26%) e Spagna (-14,9%) oltre all’Italia. Cresce a due cifre l’adv in Turchia (+13,1).

 

“…per quanto riguarda i singoli mezzi l’outlook di Nielsen per il 2013 prevede un andamento degli investimenti pubblicitari in linea con il 2012: Tv -9,5%; stampa -13,5%, radio -5,5%; Internet + 11%.”

Il primo semestre si è chiuso con un pesante -9,7% per il mercato pubblicitario. L’andamento è dovuto alla forte contrazione dei budget di alcuni settori merceologici trainanti, quali alimentari, telecomunicazioni e automotive.

Nonostante il calo, la televisione rimane saldamente il primo mezzo in termini di raccolta pubblicitaria. All’interno del piccolo schermo è ormai in fase avanzata un’evoluzione dovuta al multipiattaforma ed al passaggio al digitale terrestre. I budget pubblicitari riflettono la frammentazione delle audience. In termini di spesa le tv tematiche non compensano però il calo dell’advertising sulle generaliste, ma grazie a loro, il numero di inserzionisti tv si mantiene praticamente stabile.

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Discorso molto diverso per internet, in questo caso il numero di inserzionisti cresce ad un ritmo quasi triplo rispetto all’advertising. In termini di peso (considerando anche le concessionarie e le tipologie non incluse in AdEx). La stampa, anche considerando la sola pubblicità nazionale, è ancora al secondo posto tra i mezzi. Al suo interno si registrano trend diversi tra diverse testate ma il dato generale descrive un forte calo della spesa ed una diminuzione più contenuta del numero di spender.

“…In netta controtendenza rispetto al mercato pubblicitario italiano, cresce ancora a due cifre l’advertising su internet e lo stesso discorso vale per il mobile.”

Male le previsioni per l’anno prossimo del mercato pubblicitario che al trend negativo 2012 aggiungono una ulteriore flessione dello 0,7%. Al netto di search, social media e video adv il mercato 2013 dovrebbe segnare un calo dell’1,9%. Per quanto riguarda i singoli mezzi l’outlook di Nielsen per il 2013 prevede un andamento degli investimenti pubblicitari in linea con il 2012: Tv -9,5%; stampa -13,5%, radio -5,5%; Internet + 11%.

Vendite on line a Padova

A Padova la vendita online sposa la buona pratica della Filiera Corta impattando meno sull’ambiente da noi tutti bistrattato senza sosta.

Il Progetto “Filiera Green-km zero point” fa da ottimo esempio, un innovativo sistema logistico applicato alla vendita online mette in relazione le aziende agricole del territorio con gli operatori del settore agroalimentare (ristoranti, pizzerie, alberghi, bar, rivendite di frutta e verdura ecc…).

Questo progetto introduce l’e-commerce nel settore agroalimentare e sposa il cosiddetto canale distributivo “corto” tramite formule come il farmer’s market, i mercati di Campagna Amica e i gruppi di acquisto solidale. In parole povere, i titolari di pubblici esercizi ed attività commerciali potranno “fare la spesa” direttamente dalle aziende agricole grazie al portale internet e ordinare un’ampia gamma di prodotti freschi e di stagione; acquistare ad un prezzo vantaggioso e sgravato degli oneri di intermediazione dei canali tradizionali di vendita.

Il web diviene, così, mezzo operativo per la vendita dei prodotti agricoli del territorio.
“A Padova la vendita online sposa la buona pratica della Filiera Corta impattando meno sull’ambiente da noi tutti bistrattato senza sosta.”

L’esempio citato coinvolge venditori e consumatori, entrambi integrati in un circolo virtuoso.

Vediamo in generale quali sono le caratteristiche del mercato elettronico.

Partiamo dal fatto che un sito non ha orari di chiusura e apertura ma è online e quindi fornisce un servizio 24h su 24 e per tutti i giorni dell’anno.

Il commercio elettronico ha un costo ed un’intensità di manodopera molto più bassa di un’attività di vendita tradizionale. Ha un’alta tracciabilità, si può, quindi, ricostruire con facilità il percorso online seguito dal cliente per giungere al sito; offre la possibilità di vendere su diversi mercati geografici e di sperimentare a costo più basso nuovi prodotti e/o varianti.

Uno studio condotto da  Casaleggio Associati sull’e-Commerce in Italia evidenzia un aumento delle vendite online dal 2004 al 2010, un trend positivo confermato anche nel 2012 con un’ulteriore crescita del 32%.

 

Il consumatore, parte attiva in questa crescita, ritiene che acquistare online sia più comodo, veloce e che si sia meglio assistiti.

In virtù di questo dato emerso dallo studio Casaleggio Associati, segnaliamo un nuovo Social Commerce, Meltingshop.it.

I consumer disporranno di una community, uno spazio libero dove recensire un prodotto o chiedere consiglio sullo stesso (il consumatore dà molto peso ai feedback restituiti da un consumatore come lui).
Per chi intenda vendere su Meltingshop c’è uno spazio apposito Vendorspace.it dove conoscere tutti i dettagli.

“Sfruttare” una vetrina online per vendere i propri prodotti è un buon punto di partenza per avere un alter-ego online a quello offline o per  avventurarsi nel mondo del mercato elettronico.

 

Social Commerce

Gli acquisti da mobile nei prossimi anni prenderanno il sopravvento rispetto alle vendite da PC e diventeranno una pratica sempre più comune.

Shopwithyourfriends.com è uno degli ultimi esperimenti, e tra i più creativi, che mette insieme:

  • mobile shopping
  • social networking e
  • gamification

il tutto in un’unica piattaforma, perfettamente accessibile e ben navigabile da device mobile, che permette di fare shopping, condividere l’esperienza di acquisto, giocare e discutere con gli amici sulle ultime tendenze della moda.

Dopo essersi registrato, sfruttando il proprio profilo già esistente su twitter, facebook o altri comuni social network, l’utente inizia a fare shopping invitando i propri contatti e amici come in un negozio reale. Trasportando i prodotti selezionati in un’area condivisa, potrà ricevere in tempo reale i loro commenti via chat o via Skype.  Il sito permette anche di creare e salvare diversi lookbook  che potranno essere condivisi.

“ Il 2012 sarà l’anno di consacrazione del social commerce.”

La visualizzazione dei prodotti, la loro condivisione e i commenti effettuati permettono all’utente di raccogliere punti e sbloccare badge e trofei, che permetteranno l’ingresso in una classifica condivisa e visibile a tutti. Il raggiungimento di un determinato punteggio consente all’utente di vincere premi, per esempio un week end di shopping a Londra o a Parigi.

Nato da una start-up olandese e lanciato pochi mesi fa, riunisce vari marketplace europei e statunitensi che offrono molti e importanti brand globali. Il target privilegiato sono le donne tra i 15 e i 45 anni, dove le più giovani, native digitali, sono chiaramente avvantaggiate.

Gli analisti (Booz & Co.) prevedono che il 2012 sarà l’anno di consacrazione del social commerce, a partire dagli USA dove il mercato passerà da 1 miliardo di dollari del 2011 a 14 miliardi di dollari nel 2015.

Aspettiamoci quindi nuovi siti come SWYF nel 2012 e una decisa spinta verso la condivisione social presso le principali piattaforme già esistenti per lo shopping on-line.

Gilles Lipovetsky e l’avvento del consumatore

Gilles Lipovetsky, autore de “L’impero dell’effimero”, famoso saggio di sociologia sulla moda, analizza la situazione attuale del sistema moda. Dalla sua analisi emerge che il predominio del consumatore sarà uno degli elementi su cui si dovrà costruire la trasformazione del sistema moda. Il consumatore di moda dell’immediato futuro sarà capace di mescolare categorie di prodotti, di prezzi e di valori estetici. Se ciò rappresenta una occasione “creativa” per il consumatore, risulta un elemento di complessità per il sistema moda e il mercato.

“Stiamo vivendo una nuova epoca della moda e del lusso” Così esordisce Gilles Lipovestsky al convegno “Parigi-Milano. La moda e la città”, organizzato dallo IULM a Milano, il 4 aprile scorso. Nell’analisi del sociologo di Grenoble questa nuova epoca va di pari passo con le mutazioni della società. Se dobbiamo definire la società attuale come dell’ipermodernità, la nuova epoca della moda deve definirsi dell’iperconsumo.

Quattro sono i pilastri su cui si deve orientare la moda del futuro. Per ciò che riguarda i marchi: deregolarizzazione dei tempi di produzione; esplosione della pubblicità, conseguenza di un eccessivo tributo nei confronti dei media. Da parte del consumatore: personalizzazione dell’uso dei marchi e distanziamento dallo stilista; “emozionalizzazione” del lusso, che porta ad un consumo socialmente diffuso, ma sporadico nel tempo degli oggetti di lusso.“Se dobbiamo definire la società attuale come dell’ipermodernità, la nuova epoca della moda deve definirsi dell’iperconsumo.”

Alcune premesse aiutano a comprendere l’analisi del sociologo francese.

Come effetto della globalizzazione, anche la moda subisce una decentralizzazione. Se Parigi era il punto unico di riferimento nell’epoca moderna, oggi, dopo l’avvento del pret-a-porter, e per effetto della globalizzazione i riferimenti si sono moltiplicati, Parigi, Milano, New York.
Se il sistema postmoderno della moda si caratterizzava dall’opposizione tra moda e lusso, stiamo assistendo alla nascita di molti lussi e alla moltiplicazione dei marchi di lusso.
Alcuni fenomeni già in atto sono di sommo interesse per il futuro del sistema moda. Quello che richiama maggiormente l’attenzione, per l’entità che va assumendo, è che marchi di grande distribuzione hanno la stessa notorietà dei marchi di lusso, basti pensare a Benetton, Zara o H&M. Secondo fenomeno che sta assumendo proporzioni notevoli è che siamo in un’epoca dominata dall’imperativo dell’immagine.
Anche nell’ambito della distribuzione si assiste a grandi cambiamenti. Il ritmo della produzione è alterato: se prima era marcato dai cambi stagionali, oggi è possibile che nelle grandi distribuzioni ogni 2 settimane venga sostituita la collezione.

Nella società di oggi si assiste ad un fenomeno sconcertante, ma rispondente alla logica dell’iperconsumo, cioè che il mercato si muove verso una bipolarizzazione: già stiamo sperimentando, in un estremo lo sviluppo dei marchi di prezzo basso e nel polo apposto la moltiplicazione dei marchi di lusso. Questi ultimi per competere sul mercato stanno adottando la strategia di mercato dei marchi bassi, utilizzando la pubblicità in modo convulsivo. Mentre tradizionalmente i marchi di lusso consideravano la pubblicità non di buon gusto e privilegiavano, oltre la creatività e lo stile, la discrezione, oggi l’imperativo è la strategia di comunicazione. Ciò li porta a rendere spettacolari ed erotici i mezzi per la comunicazione, ad esempio le sfilate, che saranno sempre più evidentemente destinati ai media. Oppure a cercare quelle soluzioni che ottimizzano l’immagine come i mega store.

Ma i fenomeni più interessanti dell’epoca ipermoderna sono rappresentati secondo Lipovetsky dai seguenti fatti: predominio del consumatore e tendenza da parte di questo al mescolamento degli stili; diffusione di quello che il sociologo francese ha chiamato il lusso “esperienziale” o “emozionale”. Proviamo a sintetizzare il suo pensiero.

Il predominio del consumatore o “avvento del consumatore”, secondo la terminologia del relatore, sarà uno degli elementi determinanti su cui si costruirà la trasformazione del sistema della moda.
Il consumatore sta dando prova di distanziamento dallo stilista e da quella unitarietà stilistica che caratterizzava l’estetica dello chic, propria dell’alta moda e della prima fase del pret-a-porter. Certamente siamo di fronte ad una opportunità “creativa” per il consumatore che indossa quello che desidera, non ciò che è di moda; ed è capace di mescolare stili, forme e linee. E’ però un consumatore che carica di valore la propria persona e non più il gruppo di appartenenza; un consumatore che vuole mostrare e dimostrare il suo gusto personale ed evidenziare una personalità molto individualistica. Punta non già sulla seduzione che viene dalla classe o dalla ricchezza, bensì sulla seduzione che viene dalla propria persona fisica che deve essere presentata come sempre giovane: è più importante sembrare giovane che sembrare ricchi. Si spiega bene con questa interpretazione il fatto che si moltiplicano i centri di benessere, la pratica della chirurgia estetica, le cure personali, le aspettative sul look.

Da tutto ciò risulta però, e in opposizione a quello detto sopra, una grande incertezza estetica, una grande indecisione che viene superata dal consumatore, ancora con il marchio, ma soprattutto con ciò che Lipovetsky chiama il “lusso emozionale” cioè col sottomettersi alla spinta del desiderio. Si tratta di un ricorso al lusso non come necessità di status, ma di un ricorso che obbedisce alla logica del “farsi piacere” di regalarsi personalmente, almeno una volta l’anno un oggetto di lusso. E’ un momento sensoriale molto egoistico e psicologicamente molto sottile: quando il consumatore acquista un oggetto di lusso, il piacere in esso insito non è il poterlo mostrare per dimostrare che si è diversi, ma mostrarlo per sperimentare il piacere di sapersi diversi e sentirsi diversi dalla massa.
Una ultima annotazione riguardante il consumatore che va tenuta presente: la sua capacità di acquistare e portare marchi di lusso accanto a pezzi acquistati sulle bancarelle del mercato; di spendere alte cifre per un prodotto e allo stesso tempo inseguire gli sconti.
Il consumatore di moda dell’immediato futuro sarà capace di mescolare categorie di prodotti, di prezzi e di valori estetici.

Fin qui l’analisi di Lipovetsky, che in quanto analisi sociologica può subire tutte le modifiche che le persone e i gruppi sociali sono in grado di determinare. Certamente se ciò rappresenta una occasione “creativa” per il consumatore, risulta invece un elemento di complessità per il sistema moda non più in grado di stabilire con certezza quali possono essere le preferenze del consumatore. Si sposterà inoltre l’attenzione dallo stilista, che potrebbe perdere la funzione preminente che ancora oggi possiede, verso coloro che sono più in grado di assecondare il “desiderio” del mercato. Siamo comunque nel campo delle ipotesi.

 

Le 10 Euristiche di Nielsen

  1. Visibilità dello stato del sistema

Ogni sistema dovrebbe sempre mantenere gli utenti informati sullo stato delle loro azioni mediante un feedback.

 

  1. Corrispondenza tra il sistema ed il mondo reale

E’ sempre bene conoscere ed utilizzare il “linguaggio” degli utenti finali, ossia di coloro che utilizzeranno il prodotto software.

 

  1. Dare all’utenza controllo e libertà

E’ buona norma lasciare agli utenti il controllo sul contenuto informativo del sito, permettendo loro di accedere  facilmente agli argomenti presenti e di navigare a seconda delle proprie esigenze.

 

  1. Consistenza

Riportare in ogni pagina web elementi grafici sempre uguali conferma all’utente che si sta muovendo all’interno dello stesso sito.

 

  1. Prevenzione dall’errore

Occorre far sì che l’utente non cadi in errore o situazioni critiche ed è comunque fondamentale assicurare la possibilità di uscirne tornando allo stato precedente.

 

“…egli descrive un metodo basato sull’uso di un insieme predefinito di euristiche o linee guida derivanti dall’applicazione di tecniche di analisi fattoriale su 249 problemi di usabilità. ”
  1. Riconoscimento più che ricordo

E’ consigliata la scelta di layout semplici e schematici, per facilitare la consultazione delle informazioni sulle pagine; i link e tutti gli altri elementi utili alla navigazione devono essere sempre chiari e visibili.

 

  1. Flessibilità ed Efficienza

E’ bene dare agli utenti la possibilità di una navigazione differenziata all’interno del sito, a seconda della propria esperienza nell’uso del Web e del sito stesso.

 

  1. Estetica e progettazione minimalista

Le pagine di un sito web dovrebbero dare risalto ai contenuti informativi evitando elementi irrilevanti o poco utili.

 

  1. Aiutare gli utenti a riconoscere, diagnosticare ed uscire dalle situazioni di errore

I messaggi di errore dovrebbero indicare con precisione il problema e suggerire una soluzione costruttiva.

 

  1. Documentazione

E’ meglio che il sistema si possa usare senza documentazione, ma questa resta necessaria. L’aiuto dovrebbe essere facile da ricercare e focalizzato sulle attività dell’utente, elencare azioni concretamente eseguibili e mantenere dimensioni contenute.