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Il «Made in Italy» sempre più cliccato: crescono sul web le piccole e medie imprese

Le piccole e medie imprese (Pmi) che «navigano» in rete «navigano» in buone acque: +1,2% dei ricavi negli ultimi tre anni e +15% di esportazioni. Gli affari delle altre, quelle che si ostinano a ignorare Internet, risentono di più della crisi e sono calati del 4,5%. Basterebbe questo dato per comprendere l’importanza cruciale della rete per il rilancio dello sfilacciato tessuto produttivo italiano. Ma aggiungiamone un altro: la caccia al «Made in Italy» è sempre più virtuale. Secondo l’analisi del motore di ricerca Google effettuata in 10 paesi del mondo, le ricerche relative al Made in Italy sono cresciute del 13% nel primo semestre del 2012. Tra gli argomenti più cliccati, auto e moda e, seguiti da turismo, alimentare e arredamento.

“il valore generato dall’Internet economy in Italia arriverà a toccare i 63 miliardi di euro entro il 2016, con un valore pari al 3,5% del Pil ”

INTERNET ECONOMY – Nei paesi del G-20 l’economia Internet ha già un valore pari al 4% del Pil e contribuisce in media al 21% della crescita annua del prodotto interno lordo. In Italia i valori, sebbene inferiori, mostrano un interessante potenziale di crescita: il valore generato dall’Internet economy in Italia arriverà a toccare i 63 miliardi di euro entro il 2016, con un valore pari al 3,5% del Pil.

Detassazione per le attività di commercio elettronico

Il comitato ristretto della commissione Trasporti e Telecomunicazioni della Camera, ha approvato infatti il progetto di legge unificato, sui servizi digitali.

http://www.camera.it/

Si tratta di una novità che riguarda tutte le medie imprese interessate a iniziare un’attività di commercio elettronico.
La normativa relativa al commercio elettronico diretto viene semplificata, con l’estensione del ricorso al registro corrispettivi anche per le vendite di servizi (c.d. e-commerce diretto).
“…detassazione dei ricavi del commercio elettronico internazionale ”
È prevista una detassazione dei ricavi del commercio elettronico internazionale: a partire dall’anno fiscale 2013, i ricavi generati da attività di commercio elettronico internazionale da parte di medie imprese italiane che avviano per la prima volta un meccanismo di vendita tramite commercio elettronico, non concorreranno nel primo anno di attività e nella misura di 1/3 ai fini fiscali alla determinazione del reddito imponibile di impresa.
Questa possibilità vale, a titolo di incentivo, esclusivamente per i pagamenti elettronici che garantiscono la piena tracciabilità delle transazioni.
Internazionalizzazione delle medie imprese grazie alla detassazione del 33% dei redditi generati da e-commerce verso soggetti esteri ed eliminazione delle differenze ‘burocratiche’ fra il commercio elettronico diretto e il commercio elettronico indiretto, fatto che ti consentirà una gestione delle transazioni anche per le vendite di servizi, software o contenuti scaricabili, molto più agevole.

Vendite on line a Padova

A Padova la vendita online sposa la buona pratica della Filiera Corta impattando meno sull’ambiente da noi tutti bistrattato senza sosta.

Il Progetto “Filiera Green-km zero point” fa da ottimo esempio, un innovativo sistema logistico applicato alla vendita online mette in relazione le aziende agricole del territorio con gli operatori del settore agroalimentare (ristoranti, pizzerie, alberghi, bar, rivendite di frutta e verdura ecc…).

Questo progetto introduce l’e-commerce nel settore agroalimentare e sposa il cosiddetto canale distributivo “corto” tramite formule come il farmer’s market, i mercati di Campagna Amica e i gruppi di acquisto solidale. In parole povere, i titolari di pubblici esercizi ed attività commerciali potranno “fare la spesa” direttamente dalle aziende agricole grazie al portale internet e ordinare un’ampia gamma di prodotti freschi e di stagione; acquistare ad un prezzo vantaggioso e sgravato degli oneri di intermediazione dei canali tradizionali di vendita.

Il web diviene, così, mezzo operativo per la vendita dei prodotti agricoli del territorio.
“A Padova la vendita online sposa la buona pratica della Filiera Corta impattando meno sull’ambiente da noi tutti bistrattato senza sosta.”

L’esempio citato coinvolge venditori e consumatori, entrambi integrati in un circolo virtuoso.

Vediamo in generale quali sono le caratteristiche del mercato elettronico.

Partiamo dal fatto che un sito non ha orari di chiusura e apertura ma è online e quindi fornisce un servizio 24h su 24 e per tutti i giorni dell’anno.

Il commercio elettronico ha un costo ed un’intensità di manodopera molto più bassa di un’attività di vendita tradizionale. Ha un’alta tracciabilità, si può, quindi, ricostruire con facilità il percorso online seguito dal cliente per giungere al sito; offre la possibilità di vendere su diversi mercati geografici e di sperimentare a costo più basso nuovi prodotti e/o varianti.

Uno studio condotto da  Casaleggio Associati sull’e-Commerce in Italia evidenzia un aumento delle vendite online dal 2004 al 2010, un trend positivo confermato anche nel 2012 con un’ulteriore crescita del 32%.

 

Il consumatore, parte attiva in questa crescita, ritiene che acquistare online sia più comodo, veloce e che si sia meglio assistiti.

In virtù di questo dato emerso dallo studio Casaleggio Associati, segnaliamo un nuovo Social Commerce, Meltingshop.it.

I consumer disporranno di una community, uno spazio libero dove recensire un prodotto o chiedere consiglio sullo stesso (il consumatore dà molto peso ai feedback restituiti da un consumatore come lui).
Per chi intenda vendere su Meltingshop c’è uno spazio apposito Vendorspace.it dove conoscere tutti i dettagli.

“Sfruttare” una vetrina online per vendere i propri prodotti è un buon punto di partenza per avere un alter-ego online a quello offline o per  avventurarsi nel mondo del mercato elettronico.

 

Social Commerce

Gli acquisti da mobile nei prossimi anni prenderanno il sopravvento rispetto alle vendite da PC e diventeranno una pratica sempre più comune.

Shopwithyourfriends.com è uno degli ultimi esperimenti, e tra i più creativi, che mette insieme:

  • mobile shopping
  • social networking e
  • gamification

il tutto in un’unica piattaforma, perfettamente accessibile e ben navigabile da device mobile, che permette di fare shopping, condividere l’esperienza di acquisto, giocare e discutere con gli amici sulle ultime tendenze della moda.

Dopo essersi registrato, sfruttando il proprio profilo già esistente su twitter, facebook o altri comuni social network, l’utente inizia a fare shopping invitando i propri contatti e amici come in un negozio reale. Trasportando i prodotti selezionati in un’area condivisa, potrà ricevere in tempo reale i loro commenti via chat o via Skype.  Il sito permette anche di creare e salvare diversi lookbook  che potranno essere condivisi.

“ Il 2012 sarà l’anno di consacrazione del social commerce.”

La visualizzazione dei prodotti, la loro condivisione e i commenti effettuati permettono all’utente di raccogliere punti e sbloccare badge e trofei, che permetteranno l’ingresso in una classifica condivisa e visibile a tutti. Il raggiungimento di un determinato punteggio consente all’utente di vincere premi, per esempio un week end di shopping a Londra o a Parigi.

Nato da una start-up olandese e lanciato pochi mesi fa, riunisce vari marketplace europei e statunitensi che offrono molti e importanti brand globali. Il target privilegiato sono le donne tra i 15 e i 45 anni, dove le più giovani, native digitali, sono chiaramente avvantaggiate.

Gli analisti (Booz & Co.) prevedono che il 2012 sarà l’anno di consacrazione del social commerce, a partire dagli USA dove il mercato passerà da 1 miliardo di dollari del 2011 a 14 miliardi di dollari nel 2015.

Aspettiamoci quindi nuovi siti come SWYF nel 2012 e una decisa spinta verso la condivisione social presso le principali piattaforme già esistenti per lo shopping on-line.